domenica 30 novembre 2014
venerdì 28 novembre 2014
domenica 23 novembre 2014
festa dell'albero 2014
FESTA dell’albero
24 novembre 2014
PROGRAMMA
Ore
10.00 Incontro Istituzioni e Scuola c/o
il plesso scuola primaria c.so
Pandosia,10
Saluti
Dirigente Scolastico: Prof.ssa
Maria Carmela Stigliano
Interventi
Presidente Provincia di MATERA: dott.
Francesco De Giacomo
Sindaco di Policoro: dott. Rocco Leone
Dirigente Provincia di MATERA: dott. Enrico De Capua
Consigliere Provinciale: Giuseppe Ferrara
Responsabile del
Corpo Forestale dello Stato: dott. Francesco Alberti
Ore
10.30 Visione
del filmato: L’UOMO CHE PIANTAVA ALBERI – J.Giono
MEETING-POINT in Via Lazio/Parco
Belvedere con le classi dell’istituto: infanzia,
primaria
e secondaria di 1°grado
Ore
11.00 PIANTUMAZIONE degli alberelli animata da poesie, canti e cartelloni
Ore
12.00 “ABBRACCIAMOLO”, abbraccio degli alberi
Sarà presente LA FISARMONICA
di Pugliese e
lo STAND “I frutti dell’albero”
Azienda Agricola NICO-FRUIT
giovedì 20 novembre 2014
Il 21 e il 24 novembre abbracciamo un albero
PRIMA e DOPO il taglio
Purtroppo abbracceremo pochi alberi nella città di Policoro dopo i tagli avvenuti in questi giorni (vedasi foto allegate), ma come circolo legambiente di Policoro ci impegneremo anche quest'anno a piantare nuovi alberelli in occasione della FESTA dell'ALBERO già da domani:
21 NOVEMBRE 2014
*Scanzano Jonico, Istituto Comprensivo
vedi FACEBOOK festa dell'albero
*Policoro, Istituto Comprensivo 1"L.Milani"
24 NOVEMBRE 2014
*Policoro, Istituto Comprensivo 2 "Giovanni Paolo II"
martedì 18 novembre 2014
OLEODOTTO di PISTICCI
Incidente all’oleodotto di Pisticci
Legambiente Basilicata: “La versione dell’Eni non convince. Ennesima dimostrazione della pericolosità delle estrazioni. Né compagnie né istituzioni in grado di tutelare l’ambiente”.
“Non crediamo alla versione raccontata dall’Eni sull’incidente”. E’ questo il commento della Legambiente Basilicata alle spiegazioni dell’Eni sull’incidente alla condotta dell’oleodotto Monte Alpi che collega Viggiano con la raffineria di Taranto in zona Spezzacatene, nel Comune di Pisticci (Mt) e che si è verificato lo scorso venerdì 14 novembre.
Il foro trovato, che si trova a circa 2,50 cm di profondità, secondo la compagnia sarebbe stato volutamente provocato da qualcuno che nella notte avrebbe manualmente scavato fino a trovare il tubo per poi praticare un foro di 8mm dopo aver rimosso parte della camicia.
Uno scenario alquanto improbabile secondo l’associazione ambientalista, tra i primi ad accorrere sul posto grazie alla presenza deiCircoli di Matera e Pisticci, allertati da un agricoltore che, mentre stava lavorando sul terreno adiacente a quello in cui si è verificato l’incidente, ha avvertito il forte odore di idrocarburi proveniente dalla perdita. Sembrano dunque altresì assurde, alla luce di ciò, anche le affermazioni di Eni rispetto all’allarme lanciato dagli operai dipendenti della compagnia durante ispezioni di routine dell’impianto, come anche riportato dal verbale dell’Arpab, arrivata però sul posto solo due giorni dopo l’incidente, ovvero domenica 16 novembre, e solo in seguito alle sollecitazioni degli stessi Circoli della Legambiente di Matera e Pisticci.
Tutto questo dimostra ancora una volta che l’Eni pensa di operare in un regime di extraterritorialità, sempre refrattario ai controlli e geneticamente non predisposto ad ammettere che non tutto “gira” come vorrebbero far credere.
Incidenti del genere, uniti a quelli sempre più frequenti al Centro oli di Viggiano, dimostrano quanto la filiera del petrolio (estrazioni, trattamento, trasporto...) che da Viggiano attraversa tutta la regione fino allo Ionio, stia mettendo a forte rischio l'ambiente e la salute delle persone.
L’episodio conferma la necessità di disporre di un autonomo e credibile sistema di controllo e verifica delle attività Eni, che mostra ancora una volta tutti i suoi limiti e le sue carenze. In queste condizioni continuare ad insistere su aumenti delle produzioni al centro oli e su nuove estrazioni in altre aree della Basilicata appare sempre più come il vero attentato all’ambiente e alla salute dei lucani.
Anche per questi motivi invitiamo con ancora più forza tutto il popolo lucano a sottoscrivere la petizione promossa con WWF, Greenpeace e Rete degli studenti medi per chiedere al Presidente regionale Marcello Pittella di impugnare l’art.38 dello Sblocca Italia (è possibile firmare la petizione cartacea presso la sede della Legambiente Basilicata, a Potenza in viale Firenze 60/C o scaricando gli appositi moduli dal sito www.legambeintebasilicata.it o la petizione on line al linkhttp://mobilitiamoci.legambiente.it/bloccaildecreto ).
#SbloccaFuturo #BloccailDecreto
Lo “Sblocca Italia” e il futuro della Basilicata.
Il Terzo settore lucano si interroga.
Mercoledì 19 novembre 2014 ore 17.00 c/o Casa del Volontariato a Potenza
L’iniziativa rientra in una campagna di sensibilizzazione “#SbloccaFuturo #BloccailDecreto” che ha lo scopo di informare la cittadinanza sui contenuti dell’articolo 38 del Decreto (riguardante le scelte in materia di politica energetica operate dal Governo) e di promuovere una raccolta di firme per spingere il Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella ad impugnare, innanzi alla Corte Costituzionale, il testo dello "Sblocca Italia".
Legambiente e Wwf sono ancora convinte che con le disposizioni contenute nell’art. 38 del così detto Sblocca Italia, si favorisce la nuova colonizzazione del nostro territorio e dei nostri mari da parte dell’industria petrolifera, invece di difendere l’interesse pubblico ad uno sviluppo economico sostenibile ampliando le servitù petrolifere in Basilicata a più del 50% del suo territorio.
Anche dopo le non sostanziali modifiche introdotte alla Camera e il voto di fiducia al Senato non è cambiata la portata negativa delle disposizioni del provvedimento.
Il calcolo costi-benefici dell’impatto economico, sociale e ambientale dell’approccio finora utilizzato è assolutamente perdente se si pensa che l’inquinamento sistematico e il rischio di incidente mettono a rischio le nostre aree di pregio naturalistico e paesaggistico, dove fiorenti attività economiche potrebbero nascere attorno al settore del turismo invece di estrarre petrolio di bassa qualità che potrebbe coprire, valutate le riserve certe a terra e a mare, il fabbisogno nazionale per appena 13 mesi.
Il calcolo costi-benefici dell’impatto economico, sociale e ambientale dell’approccio finora utilizzato è assolutamente perdente se si pensa che l’inquinamento sistematico e il rischio di incidente mettono a rischio le nostre aree di pregio naturalistico e paesaggistico, dove fiorenti attività economiche potrebbero nascere attorno al settore del turismo invece di estrarre petrolio di bassa qualità che potrebbe coprire, valutate le riserve certe a terra e a mare, il fabbisogno nazionale per appena 13 mesi.
E la mobilitazione continua ...
Legambiente, WWF, Greenpeace e Rete degli Studenti Medi della Basilicata hanno lanciato una petizione popolare al fine di chiedere allaRegione Basilicata di impugnare l’articolo 38 davanti alla Corte Costituzionale.
In questi giorni le associazioni organizzano tanti momenti ed iniziative per la raccolta delle firme.
E’ possibile scaricare i moduli per la raccolta delle firme dal sito della Legambiente Basilicata e far sottoscrivere la petizione ai vostri amici e colleghi di studio o di lavoro.
mercoledì 12 novembre 2014
Sbocca Italia
Sblocca Italia, la lettera ai Presidenti regionali
Potenza, 11 Novembre 2014 Comunicato stampa
#Sbloccafuturo
Continua la campagna di Legambiente, Greenpeace e WWF contro art.38 dello Sblocca Italia
Inviata una lettera ai Presidenti delle Giunte e dei Consigli regionali
per chiedere l’impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale
Firmatari anche Fai e Marevivo
Continua la campagna unitaria Legambiente, Greenpeace e WWF contro le disposizioni relative alla "liberalizzazione" delle trivellazioni a terra e a mare contenute nell'art. 38 dello "Sblocca Italia " (dl 133/2014), che ha toccato dal 12 al 27 ottobre Sicilia, Abruzzo, Puglia e Basilicata con una partecipata conferenza stampa nazionale, organizzata il 15 ottobre nella sala stampa di Montecitorio e che ah visto una prima iniziativa a Potenza il 27 ottobre scorso con un faccia a faccia con la politica lucana.
Forti di un primo riscontro sull'intenzione da parte di alcune giunte e consigli regionali - a partire da Abruzzo, Marche, Umbria e Puglia - di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale l'art 38, torniamo a spiegare ai Presidenti delle Regioni l’illegittimità del provvedimento invitandole a prendere provvedimenti il prima possibile.
In allegato, dunque, la lettera inviata ai Presidenti delle Giunte e dei Consigli regionali, sottoscritta da Legambiente, Greenpeace e WWF e nuove associazioni che hanno aderito all’iniziativa, FAI e Marevivo, segno di una sempre crescente protesta verso le ultime scelte del governo centrale e delle amministrazioni locali.
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