giovedì 14 marzo 2013

Incontro di educazione ambientale.


Al Liceo Scientifico “E. Fermi” di Policoro, si è svolto un incontro di educazione ambientale, coordinato da Stella Bonavita e da Maria Picca del circolo LEGAMBIENTE Policoro, con gli studenti e con  i docenti dell’istituto. Il terzo incontro nelle scuole della provincia relativo a questo anno scolastico su cinque che si terranno in altre scuole, i precedenti si sono tenuti presso la Scuola Media dell’Istituto Comprensivo di Scanzano J. e la Scuola Media dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Paolo II” di Policoro.
Queste attività rientrano nel Progetto PROVIDUNE  della PROVINCIA di MATERA, AZ.D7 del programma LIFE/NATURE, che ha come obiettivo l’educazione e la sensibilizzazione degli studenti al rispetto delle dune costiere, quelle ricadenti nel territorio del Bosco Pantano di Policoro e della Foce del Fiume Sinni.
E’ un progetto in cui sono presenti  altre due province: Caserta e Sassari, anch’esse impegnate nelle stesse attività nei propri territori. Per la Provincia di Matera, il responsabile è il dott.Enrico De Capua e l’associazione promotrice dell’intervento didattico-educativo nelle scuole  è il Circolo LEGAMBIENTE di Policoro.


L’associazione ambientalista, grazie all’esperienza pregressa in attività di educazione ambientale nelle scuole, questa mattina, nelle aule dell’istituto della città ionica, ha fatto visionare il materiale didattico, composto da schede e da una serie di foto relative alla flora e alla fauna presente sul litorale ionico, inoltre, ha consegnato agli studenti e al personale docente un opuscolo, in cui sono indicate alcune regole di buon comportamento e li sensibilizza al rispetto dei luoghi nonché li rende partecipi nel processo di azioni di salvaguardia,come per esempio, la pulizia delle spiagge e delle dune, dove, proprio queste classi coinvolte nel progetto, saranno invitate a partecipare a conclusione dell’attività formativa.
 
Tra le finalità del progetto: l’informazione, la formazione, l’educazione delle giovani generazioni atte ad assumere comportamenti corretti  nei confronti dei luoghi in cui loro stessi vivono e che, purtroppo, conoscono poco o per niente. Quindi, far conoscere loro le dune e tutto il paesaggio dunale, significa inculcare nei giovani sentimenti affettivi per i propri posti al fine di sensibilizzarli e renderli protagonisti nel processo di tutela e di salvaguardia ambientale.
Evitando comportamenti che mettono a rischio la fragilità del sistema dunale, già tanto compromesso dall’erosione costiera, fenomeno che si aggrava sempre di più sul litorale ionico, se non vengono adottati precisi provvedimenti per fermare l’azione erosiva: troppe concessioni per l’estrazione d’inerti ai fiumi, la cementificazione selvaggia, troppe dighe, la pulizia delle dune con mezzi meccanici,….etc.

 
Ai giovani è stato raccomandato di non usare moto o jeep sulle dune, oltre perché è vietato, ma soprattutto si distrugge la vegetazione o eventuali nidi di tartaruga, e, inoltre, sono stati dati i seguenti consigli, per risparmiare la sabbia, elemento base delle dune:
 
  • Non portare via sabbia, ciottoli o conchiglie;
  • Scuoti le scarpe e gli asciugamani quando lasci la spiaggia;
  • Porta via i rifiuti creati dalla tua permanenza;
  • Non strappare le piante e non cogliere fiori, non tagliare o spezzare rami;
  • Non entrare in spiaggia con la macchina o la moto;
  • Evita, se possibile, di camminare sulle dune;
  • Se vai in barca, non ti ancorare dove il fondale è ricoperto di banchi di posidonia.
Possono sembrare esagerati?

No, perché i comportamenti di tante persone messi insieme fanno la differenza!








 

sabato 9 marzo 2013

La bellezza, il nostro futuro




La bellezza è il meglio della nostra identità. L'Italia ha bisogno di bellezza. La bellezza ha bisogno di essere difesa e valorizzata. Anche con una legge.
Le città, i paesaggi, le opere d'arte, il made in Italy, la creatività. La bellezza è la principale caratteristica che il mondo riconosce all’Italia. Scommettere sulla bellezza non è un vezzo, è la chiave per immaginare un futuro oltre la crisi. Lì stanno le nostre radici, la nostra identità, e da lì dobbiamo costruire il nostro sviluppo. Il paesaggio, le città, la lotta all’abusivismo e al consumo di suolo, le opere pubbliche, l’ambiente: la bellezza deve essere la chiave di ogni politica per la crescita. Per questo Legambiente chiede, e propone, una legge che la difenda e la valorizzi. Vorremmo che la bellezza fosse in cima all’agenda politica del nuovo Parlamento, del nuovo governo e delle nuove amministrazioni. Iniziamo così un viaggio dentro questa idea di bellezza, e di futuro, per l’Italia: Italia, bellezza, futuro.







sabato 16 febbraio 2013

CONFERENZA NAZIONALE LEGAMBIENTE : Uscire dal petrolio, del 15 febbraio 2013

Legambiente, sia Regionale con Marco De Biase e Nazionale con Stefano Ciafani, ha ribadito la propria posizione, negativa, nei confronti delle trivellazioni mare/terra per l'estrazione del petrolio, fonte energetica esauribile e inquinante che arricchisce le multinazionali petrolifere ai danni dei territori locali. Sulla stessa onda il sindaco di Policoro, Rocco Leone, e il vice-presidente dell'ANCI-Basilicata,  Vincenzo Francomano.
Interessante l'intervento scientifico del Presidente dell'ASPO, nonchè ricercatore del CNR, Luca Bardi e la professionalità del moderatore, Igor Staglianò, giornalista RAI/Ambiente Italia.
Anche gli intervenuti hanno contribuito a rafforzare l'obiettivo della conferenza e sono emerse serie preoccupazioni per il futuro del territorio: turismo, agricoltura,......


MOMENTI  della  CONFERENZA

Igor Staglianò, giornalista RAI



servizio realizzato da Igor Staglianò in Ambiente Italia

 Rocco Leone, sindaco di Policoro
 

Stefano Ciafani , vicepresidente LEGAMBIENTE Nazionale










Marco De Biasi, presidente Legambiente Basilicata
Vincenzo Francomano, Vicepresidente ANCI
 


 






domenica 3 febbraio 2013

USCIRE DAL PETROLIO.







CONFERENZA  NAZIONALE di LEGAMBIENTE Venerdì 15 febbraio 2013, ore18:00

Uscire dal petrolio”
Fermare le nuove trivellazioni petrolifere e abrogare le leggi pro trivelle per uno sviluppo locale sostenibile
 
 

giovedì 31 gennaio 2013

Aspettando la CONFERENZA NAZIONALE.........





In data 15 febbraio 2013, alle ore 18.00, nella sala consiliare di Policoro, si terrà
"La Conferenza Nazionale sulle trivellazioni nel Mar Ionio", patrocinata dal Comune di Policoro.
Saranno presenti i responsabili nazionali di Legambiente, tra cui il vice-presidente, Stefano Ciafani, nonchè relatore nella CONFERENZA delle REGIONI Adriatiche e IONICHE tenutasi a Venezia e il giornalista di AMBIENTE ITALIA, Igor Staglianò.
Inoltre, interverranno personalità del mondo energetico nazionale, rappresentanti delle istituzioni della Basilicata, Calabria e Puglia.
In seguito pubblicheremo il manifesto d'invito.
Nel frattempo vi passiamo alcune informazioni.

Nel 2011 in Italia sono stati estratti 5,3 milioni di tonnellate di petrolio, di cui 640mila tonnellate dai fondali marini. Questi numeri sembrerebbero destinati ad aumentare.
La bozza di Strategia energetica nazionale, fortunatamente non approvata, prevedeva un nuovo impulso alla ricerca e l’estrazione di idrocarburi in Italia, con un obiettivo di crescita dal 7 al 14% del fabbisogno energetico nazionale.
Nel frattempo sono ripartiti gli iter autorizzativi per le trivellazioni a mare grazie al ministro dello sviluppo economico Corrado Passera che con uno dei decreti approvati nel 2012 ha riattivato le procedure per le estrazioni petrolifere fermate grazie ad una legge del 2010 approvata dopo il gravissimo incidente alla piattaforma della BP nel Golfo del Messico. Grazie a questa modifica normativa rischiamo la realizzazione di almeno 70 piattaforme di estrazione di petrolio (che si sommerebbero alle 9 già attive nel mare italiano tra Adriatico e Canale di Sicilia) per un totale di 29.700 kmq.
Una scelta assolutamente insensata, secondo Legambiente, anche perché le ultime stime del ministero dello Sviluppo economico stimano nei nostri fondali marini la presenza di 10,3 milioni di tonnellate di petrolio di riserve certe, che stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno nazionale per sole 7 settimane. Non solo: anche attingendo al petrolio presente nel sottosuolo, concentrato soprattutto in Basilicata, il totale delle riserve certe nel Paese verrebbe consumato in appena 13 mesi. Il settore, insomma, è destinato a esaurirsi in pochi anni.

Per contrastare questo ritorno al passato energetico serve il protagonismo dei territori e delle istituzioni locali.
È per questo che Legambiente ha deciso di organizzare per venerdì 15 febbraio a Policoro una conferenza nazionale sul tema dal titolo "Uscire dal petrolio".










 

domenica 13 gennaio 2013

DOSSIER : PETROLIO VAL D'AGRI



CLICCA!

http://www.legambientebasilicata.it/public//dossier%20petrolio.pdf

azioni correlate:
Bloccare le trivelle nel Mar Jonio
Legambiente invita la Regione Basilicata a fare fronte unico contro nuove trivelle in Mare con le regioni Veneto, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo e Marche
 
I nostri mari e le nostre coste sono continuamente minacciati dalle prospezioni e dalle trivelle per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi. Una condizione che si andrà aggravando se non si cancellerà al più presto l’articolo 35 del decreto “Cresci Italia” (d.l. 83/2012), che potrebbe dare il via libera ad almeno 70 piattaforme di estrazione di petrolio le quali, sommate alle 9 già attive nel mare italiano, darà un totale di 29.700 kmq di superficie marina sfruttata.
A richiedere l’abrogazione dell’articolo voluto dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, non sono solamente le maggiori associazioni ambientaliste – Legambiente, Greenpeace, WWF – ma anche gran parte delle regioni affacciate sul mare Adriatico.
Lo scorso 9 novembre, infatti, si è costituito a Venezia un tavolo permanente di confronto tra Regioni e Paesi delle due sponde per definire principi e regole comuni per uno sviluppo sostenibile e per creare una regìa unica e condivisa che determini i criteri per l’autorizzazione di estrazioni di idrocarburi in mare. Riuniti nella laguna veneta, i Consigli regionali di Veneto, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo e Marche, si sono fatti promotori della richiesta di abrogazione – tramite referendum popolare – dell’articolo 35. Tali regioni adriatiche sono riuscite anche a coinvolgere i governi della sponda balcanica: sia il Montenegro che la Slovenia hanno partecipato al tavolo assicurando la propria adesione.
In Italia quindi cresce il protagonismo dei territori e delle istituzioni locali contro l’arrivo di nuove piattaforme petrolifere in mare. È ormai evidente la necessità che il nostro Paese si affranchi definitivamente dal petrolio e dalle fonti fossili, come auspicato da tanti anni da Legambiente, per arrivare a un sistema energetico basato su risparmio, efficienza e produzione di energia da fonti rinnovabili.
La Regione Basilicata, che non ha partecipato all’incontro di Novembre, ha gli stessi problemi delle regioni adriatiche con le ipotesi di trivellazioni nel Mar Jonio che le amministrazioni locali e le popolazioni ormai rifiutano in maniera netta.
Legambiente con una lettera inviata al Presidente della Regione, al presidente del Consiglio Regionale e agli assessori all’Ambiente ed alle Attività produttive invita pertanto la Regione a fare fronte comune con le altre regioni italiane che già si sono prontamente schierate contro le ipotesi di perforazione a mare per concordare le migliori e più incisive forme per impedire questo ulteriore scempio nei nostri mari.
Se non si bloccano per tempo tutti i procedimenti autorizzatori per la prospezione, ricerca ed estrazione di petrolio che erano stati bloccati dal decreto 128/2010 approvato dopo l’incidente alla piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, il mare italiano potrebbe ritrovarsi con 70 nuove piattaforme di estrazione di petrolio, che si sommerebbero alle 9 già attive per un totale di 29.700 kmq di mare.
Nel 2011 in Italia sono stati estratti 5,3 milioni di tonnellate di petrolio, di cui 640mila tonnellate dai fondali marini dalle nove piattaforme marine di estrazione petrolifera attive. L’Adriatico, in particolare quello centro meridionale, è tra i mari più a rischio. Attualmente, infatti, circa la metà del petrolio estratto proviene da qui e i permessi di ricerca già rilasciati sono 7 e si estendono su un area marina di circa 2.768 kmq. Nel prossimo futuro si aggiungeranno le 14 istanze di ricerca presentate, e in approvazione, dalle società petrolifere. Anche lo Jonio, protetto fino allo scorso anno da ogni attività petrolifera, è interessato oggi da 7 richieste per la ricerca di petrolio per un totale di 3942 kmq, dopo che il recepimento delle direttive europee sulla tutela penale dell’ambiente e sull’inquinamento delle navi a luglio 2011 ha riaperto alle trivelle l’area del Golfo di Taranto.
Per la Basilicata è necessario una forte azione in sinergia fra Regione ed Enti locali per bloccare ogni ipotesi di ulteriore attività estrattiva sul territorio regionale, in particolare in quelle aree a forte vocazione naturale o caratterizzate da attività economiche, come quelle agricole, turistiche, ecc., che sono difficilmente compatibili con la presenza dell’industria estrattiva ed il mar Jonio è sicuramente, fra gli altri, l’ambiente più fragile da preservare e proteggere ad ogni costo.
Allegato: lettera_estrazioneidrocarburi.pdf


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