martedì 30 luglio 2013

C'era una volta UN CARICO DI...............!!!



COMUNICATO  STAMPA

Grazie ai blog ,alla stampa, al TgrBasilicata, abbiamo appreso la notizia  che la notte fra il 28 e il 29 luglio 2013 un carico di materiale radioattivo è partito dal Centro Enea - Trisaia di Rotondella ed è stato consegnato all'aeroporto militare di Gioia del Colle.
Che sconforto!
Parliamo tanto di trasparenza, e come mai delle azioni pericolose , dove il popolo ha il sacro santo diritto all’informazione perché ne va del proprio ambiente e della propria salute, si fanno al buio, di notte, quando la gente dorme , perché nessuno deve sapere!
Eppure, due giorni fa, in un convegno pubblico su un monitoraggio della radioattività fatto sulle api, chiedemmo, al sindaco di Rotondella, se esistesse un piano di evacuazione in caso di incidente nucleare e se le popolazioni dell’area ionica conoscessero le norme minime di comportamento qualora si fosse verificata una situazione di pericolosità.
Che combinazione!
Dopo questa anomala vicenda, chiediamo, a tutti coloro che hanno incarichi istituzionali di far luce su questo episodio che desta dubbi e soprattutto ansie nelle popolazioni e di rendere pubblica qualsiasi risposta ed eventuali azioni da perseguire in futuro per il bene di tutti.  Noi, lucani, con la storica e pacifica manifestazione del 23 novembre 2003, abbiamo detto chiaramente no a qualsiasi imposizione dall’alto e usurpazione del proprio territorio, e chiesto un pieno e autentico coinvolgimento nelle attività di decommissioning dell’impianto nucleare della Trisaia.
Non possiamo, essere lasciati all’oscuro, chiediamo, con urgenza, che si conoscano tutte le motivazioni di questo viaggio che ha attraversato i nostri luoghi e se le norme di sicurezza erano tali da non mettere in pericolo le popolazioni.

Policoro, 30 luglio 2013                            Circolo LEGAMBIENTE Policoro
                                                                                       Ufficio stampa

mercoledì 17 luglio 2013

L'OASI DUNALE, adottiamola!


                                                           

Pubblichiamo il progetto presentato alla Regione, Provincia, Comune di Policoro.
E' un progetto GRATUITO che ha come obiettivo prioritario la tutela delle dune, ma intende bloccare qualsiasi forma di appropriazione privata ai danni del BENE COMUNE, della SPIAGGIA LIBERA.
A partire dal mese di maggio ci sono stati alcuni incontri con i soggetti istituzionali, responsabili del litorale, a cui abbiamo chiesto IMPEGNO per salvaguardare il patrimonio dunale dagli assalti indiscriminati di coloro che non hanno a cuore il proprio territorio.
Quindi, il progetto, oltre a mettere in azione comportamenti corretti e di far conoscere la flora e la fauna presente sulle dune, spinge a far familiarizzare i cittadini con l'ambiente e di conseguenza renderli partecipi in un processo di responsabilità comune.
Certamente, l'area presa in considerazione, dal lido "Le Dune" e il centro visite WWF, è solo l'inizio di un percorso che si allargherà a tutto il lido di Policoro, per tutte quelle aree rimaste libere (POCHISSIME!).

Vi informeremo man mano che il progetto diventerà operativo.
NOI CE LA METTEREMO TUTTA!!!!!!!










CIRCOLO di  POLICORO




L’OASI  DUNALE, adottiamola!




Progetto da realizzare in collaborazione con:
la PROVINCIA di MATERA
la REGIONE BASILICATA- Ufficio Demanio Marittimo
COMUNE di POLICORO
  

PREMESSA

Questo progetto nasce dalla volontà di un gruppo di ambientalisti che militano all’interno del Circolo LEGAMBIENTE di Policoro e che vivono il territorio dunale come luogo da preservare dagli attacchi di coloro che non hanno a cuore il proprio territorio.
La Provincia di Matera, grazie al progetto PROVIDUNE, ci ha offerto l’opportunità di conoscere ancora di più la bellezza delle dune e, sopratutto, di farla conoscere agli altri:

 ai turisti, durante la stagione estiva

Foto scattata a luglio 2012



  agli studenti, durante il periodo scolastico


                                                                                                                                                                      foto scattata ad aprile 2013

Far entrare la gente a contatto con le dune , ha contribuito a sviluppare una maggiore sensibilità verso i propri luoghi. Abbiamo insegnato ai ragazzi anche a  saper camminare sulle dune per non urtare l’eco-equilibrio, a saper osservare la bellezza del paesaggio e a non toccare i fiori e le piante che la natura ci offre, ad ascoltare in silenzio il canto degli uccelli che popolano il “Bosco Pantano” a due passi dalle dune, ad ascoltare il rumore del vento e delle onde del mare e far immaginare il lavoro ingegnoso che la natura compie per creare le dune, e, di conseguenza, a saper rispettare la loro fragilità in questo mondo incantato della natura.








Foto scattata ad aprile 2013

Allora, noi , abitanti, di questi luoghi meravigliosi, ci siamo chiesti: “Perché non diventare sentinelle di questa OASI DUNALE ? Perché non adottarla?

La finalità prioritaria del progetto: la salvaguardia della bellezza dunale,
ci ha spinto, come circolo LEGAMBIENTE di Policoro, a chiedere, attraverso questo progetto, l’ADOZIONE della zona dunale, precisamente, dallo stabilimento balneare “Le Dune” al centro visite WWF, onde evitare che questo spazio diventi golosità per i privati senza scrupoli, a sfavore dell’ambiente e dei cittadini, i quali hanno il diritto di vivere gratuitamente nel proprio territorio ed esserne i liberi fruitori.  E, grazie all’azione educativa del progetto, poterli responsabilizzare al rispetto del luogo e renderli protagonisti nell’azione di tutela. In quanto, crediamo, che la prevenzione è l’unica soluzione possibile per tutelare le dune.
Come?


PREVENZIONE di TUTELA AMBIENTALE

·        Bloccare tutte le azioni di distruzione delle dune, tipo:


  •     manifestazioni di car/motocross ;



Manifesto propaganda per manifestazione di cross a Policoro


  • ·        La pulizia meccanica delle dune;
  • ·        Lo spianamento delle dune e sradicamento delle piante;
  • ·        Controllo da parte degli enti preposti;
  • ·        Le autorizzazioni di manifestazioni sportive e ricreative che  mettono a  rischio le  dune ( gare di cavalli, cross,….);
  • ·        Il taglio indiscriminato delle piante nella zona retrodunale (compresa pineta);
  • ·        I percorsi inutili per raggiungere la spiaggia;
  • ·        L’uso scorretto delle spiagge di pescatori poco attenti(abbandono pericoloso di materiale da pesca)e di bagnanti(rifiuti,raccolta di fiori e piante), etc….;
  • ·        La creazione di scivoli a mare per le imbarcazioni;
  • ·        La costruzione abusiva di capanne.






         Capanna costruita a maggio 2011 (foto scattata dal circolo Legambiente di Policoro)



AZIONI per L’ADOZIONE

Le dune costiere costituiscono un’ottima palestra didattica ed educativa ai cittadini di tutte le età.
Con questo progetto vogliamo offrire l’opportunità di far conoscere direttamente un ambiente naturale, coinvolgerli in un’azione di salvaguardia per tentare, raccogliendo lo sforzo di molti, la tutela di questo piccolo tratto di natura. Il quale, sia per la distribuzione della vegetazione che per il numero di specie, risulta abbastanza semplice guidare i frequentatori, attraverso un percorso fatto di:

·        cartelli didattici per l’identificazione delle piante o degli animali presenti;
·        cartelli educativi per promuovere comportamenti corretti verso le dune.

Inoltre, quest’ ambiente, si presta per un’opera di educazione al rispetto della natura, in quanto rappresenta un sistema molto fragile e, per le coste ioniche, quasi un relitto, a causa della forte erosione ben visibile.
Ma la vera spinta a questa proposta di adozione è nata proprio dal contrasto che, in questo luogo, emerge tra la ricchezza della vegetazione, la bellezza delle sue fioriture, la condizione ancora vicina a quella naturale e, in alcuni tratti, il degrado che le accompagna: immondizie di ogni genere, solchi dei fuoristrada e moto da cross, transito delle ruspe e dei cavalli, pescatori che abbandonano dopo la pesca ogni sorta di materiale, percorsi abusivi per raggiungere la spiaggia, falò, etc…………….
Poi, il territorio da noi preso in esame, rientra nella “RISERVA ORIENTATA BOSCO PANTANO”, da come si evince dai vari cartelli affissi lungo la zona richiesta.
Ciò ci ha lasciato perplessi: "Come si può definire RISERVA un’area come questa?”, "Cosa è, allora, una RISERVA?”
A questo punto si è aperto un "lavoro nel lavoro", ma coinvolgente: dall’idea di tentare la tutela dell’area, siamo passati a sollecitare l’ENTE PROVINCIA ad un’effettiva azione di protezione – visto che le "nostre dune", come le chiamiamo noi, sulla carta, risultano già tutelate.
Ma,a far scattare la molla per chiedere subito L’ADOZIONE, è stato l’incontro con una ruspa colta in flagrante, addirittura sulla battigia, che spostava da una parte all’altra sabbia,ignorando i danni provocati, perché al ruspista gli era stato ordinato di preparare la pista per una MANIFESTAZIONE DI CROSS (autorizzata dal Comune di Policoro e dalla Regione Basilicata), vedasi manifesto su riportato. 
Noi, del CIRCOLO LEGAMBIENTE di POLICORO, ci siamo subito attivati ma, purtroppo, il danno era stato già fatto!
Quindi, chissà se un’adozione può far più di una RISERVA?


Per tutte questa serie di motivazioni, intendiamo coinvolgere proprio tutti nella tutela dell’area richiesta, dai cittadini agli enti istituzionali, attraverso le seguenti

 AZIONI:

  • ·        Affido dell’area al circolo LEGAMBIENTE di Policoro;
  • ·        Coinvolgimento degli ENTI LOCALI: Regione,Provincia,Comune;
  • ·        Protocollo d’intesa con la capitaneria di porto e la forestale;
  • ·        Creazione di un regolamento di fruibilità dell’area da parte dei bagnanti;
  • ·        Cartellonistica didattica;
  • ·        Cartellonistica educativa;
  • ·        Giornate di sensibilizzazione al rispetto delle dune;
  • ·        Presenza di bandiere con il LOGO di Legambiente nell’area.




                                      Foto scattata durante “Spiagge Pulite”, 25 maggio 2012

Pertanto, ne siamo convinti, che non sarà solo la nostra presenza fisica ad indirizzare correttamente il fruitore dell’area, ma gli strumenti su citati ad educare e a far sentire il cittadino o la cittadina PROTAGONISTI di un percorso che li avvicina a quel territorio a cui essi stessi appartengono, e sapendo intervenire qualora qualcuno lo vuole offendere.
Nella speranza che la presa di coscienza e la valutazione critica di comportamenti scorretti, aggressivi nei confronti della natura, inducano ad una autovalutazione dei propri comportamenti (giudicare negativamente gli altri porta a pretendere anche da se stessi comportamenti coerenti) e, se necessario, ad una loro correzione.


                                             Circolo LEGAMBIENTE Policoro











martedì 16 luglio 2013

Goletta Verde: USCIRE DAL PETROLIO

video
Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di LEGAMBIENTE, continua il suo impegno contro le trivelle nel Mar Ionio, come ha evidenziato già nella conferenza nazionale tenutasi a Policoro, il 15 febbraio 2013.



Oggi nel mar Ionio sono attive 10 richieste per la ricerca di petrolio per un totale di 5.041,23 kmq, che se sommati a quelli richiesti in tutt’Italia restituiscono una fotografia agghiacciante: sono infatti decine di migliaia i kmq di aree marine oggetto di richieste delle compagnie petrolifere per le loro attività di ricerca o di coltivazione dei giacimenti concentrate nello Jonio, nell’Adriatico centro meridionale e nel Canale di Sicilia. Progetti che se approvati aggiungerebbero decine di nuove trivelle alle 10 piattaforme che già oggi estraggono petrolio dai mari italiani. Una scelta scellerata di politica energetica, che non trova giustificazioni valide neanche dal punto di vista economico, viste le ridicole quantità di petrolio in gioco, e che rischia di compromettere per sempre il futuro delle popolazioni coinvolte da possibili incidenti che metterebbero in pericolo ambiente, turismo, pesca e salute.   http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/dossier_ionio_def_2_0.pdf







 

venerdì 5 luglio 2013

FIRMA la PETIZIONE !


Roma, 3 luglio 2013                                                                                       Comunicato stampa

Rifiuti

Al via raccolta firme petizione popolare "Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare": rivedere la Tares

Legambiente: la tassazione a carico di famiglie e aziende deve essere equa
e premiare i comportamenti virtuosi


 
E’ iniziata la raccolta firme per la petizione popolare "Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare" promossa da Legambiente nell'ambito della sua campagna Italia rifiuti free

Chi produce meno rifiuti dovrebbe essere premiato, mentre la Tares, la nuova tassa sui rifiuti rischia, al contrario, di aggravare ulteriormente il peso fiscale sugli italiani in maniera ingiusta. La petizione - indirizzata al presidente del consiglio dei ministri Enrico Letta e ai ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Andrea Orlando e dell'economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni - chiede al governo di rivedere questo tributo in maniera tale da rispettare il principio europeo "chi inquina paga", calcolandolo solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati e consentendo così alle utenze più virtuose di pagare di meno.

I primi firmatari della petizione sono Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, Mario Tozzi, divulgatore scientifico, Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, Cristina Gabetti, curatrice della rubrica Occhio allo Spreco della trasmissione Striscia la Notizia, Enzo Favoino, Scuola agraria del Parco di Monza, Roberto Cavallo, presidente dell'Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale, e Walter Ganapini, ambientalista.

In Italia - prosegue il testo della petizione che può essere firmata anche online sul sito di Legambiente - la gestione dei rifiuti sta vivendo una fase di grande evoluzione. Sono oltre 1300 i Comuni che in tutto il Paese superano l'obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata, si stanno diffondendo le buone pratiche locali per la riduzione degli imballaggi inutili, sono sempre più numerosi gli impianti di riciclaggio che costituiscono l'ossatura portante della green economy dei rifiuti. Ma ci sono ancora tanti problemi irrisolti: continuiamo a produrre troppi rifiuti e a smaltirne quasi la metà nelle inquinanti discariche. In più di settemila Comuni italiani l'ammontare della tassa non è determinato secondo la quantità di rifiuti prodotti, mentre solo alcune centinaia di enti locali fanno pagare in base alle quantità effettivamente prodotte grazie alla tariffazione puntuale.

Oggi è possibile affrontare in concreto la sfida della riduzione, come è riuscita a fare ad esempio la Germania, utilizzando una equa leva economica, introducendo un criterio di giustizia e sostenibilità ambientale e alleggerendo la pressione fiscale sui più virtuosi. Solo in questo modo si contribuirà davvero a liberare l'Italia dal problema rifiuti, facendo entrare il nostro Paese a pieno titolo in quella "società europea del riciclaggio" alla base nella nuova direttiva europea.


L'ufficio stampa Legambiente 06 86268399 - 76 - 53