lunedì 30 ottobre 2017

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Stella Bonavita e Filippo Mormando assolti dalla Corte di Appello di Potenza, sezione penale, per insussistenza dei fatti contestati nel 2004 quando erano dirigenti del Circolo Legambiente di Policoro
Giustizia è fatta: Stella e Filippo sono due brave persone
Erano i primi giorni di Gennaio 2004 quando arrivò come un fulmine a ciel sereno la notizia delle indagini sulla Presidente del Circolo di Policoro Stella Bonavita per la ormai nota vicenda delle gestione degli obiettori di coscienza in servizio presso il Circolo.
Erano momenti di grande “effervescenza” sulla costa ionica lucana, con la ferita ancora aperta della vicenda dell’individuazione di Terzo Cavone come sede unica del sito nazionale di smaltimento delle scorie nucleari operata dal Governo Berlusconi e respinta, a furor di popolo, dai lucani.
Stella Bonavita, il Circolo della Legambiente e la Legambiente tutta furono in prima linea in quella battaglia di civiltà e democrazia.
È in queste condizioni che la vicenda giudiziaria piomba sulla Legambiente e su Stella e Filippo, che ricordiamo travolti, provati e quasi distrutti dalla vicenda, sottoposti alla gogna mediatica e pubblica, in un clima da caccia alle streghe assurdo e che non teneva minimamente in conto né la storia personale delle persone coinvolte, né la loro ultra decennale azione nel mondo ambientalista, del volontariato e dell’associazionismo locale, riconosciuta da tutti come animata da grande impegno e grande senso civico.
Le indagini nei confronti del circolo di Policoro colpivano una realtà associativa impegnata da anni con passione e competenza sulle questioni ambientali della costa ionica.
La polemica politica è quanto di più spietato esiste e qualcuno approfittò della situazione per alimentare dubbi, per attizzare il giustizialismo di piazza che nelle nostre realtà spesso sovrasta ogni altro giudizio, dimenticandosi il dovere di correttezza e la lucidità dei giudizi che dovrebbe, comunque, caratterizzarci sempre, tutti.
La Legambiente tutta si strinse in quei giorni e nei quattordici anni successivi, intorno a Stelle e Filippo e a tutto il circolo di Policoro, nella convinzione che si sarebbe accertata l’assoluta estraneità della Presidente del circolo di Policoro ai fatti che le venivano contestati.
In questi giorni, dopo quasi quattordici anni, è arrivata l’assoluzione dalla Corte di Appello di Potenza, sezione penale, per insussistenza dei fatti contestati per Stella e Filippo, che si possono risvegliare da questo lungo incubo a testa alta.
Lo abbiamo sempre pensato: Stella e Filippo sono due brave persone che hanno agito sempre con una grandissima spinta ideale che nemmeno questa vicenda ha potuto minimamente scalfire, che in questi anni hanno continuato ad avere apprezzamenti e lodi per il loro impegno professionale e civile ed hanno continuato ad operare come legambientini per cercare di costruire una società migliore.
Quattordici anni così sono tanti e nessuno potrà loro restituire la serenità perduta ma speriamo veramente possa dar loro un piccolo sollievo l’abbraccio collettivo che anche in questa circostanza gli riserva la famiglia legambientina di Basilicata.

domenica 2 luglio 2017

GOLETTA VERDE 2017

Sono arrivati sullo Jonio i tecnici di GOLETTA VERDE per analizzare lo stato di salute del nostro mare. Un forte ringraziamento per il loro impegno e per il loro lavoro che giornalmente fanno su tutta la penisola italiana. I dati saranno pubblicati prossimamente.







venerdì 19 maggio 2017

SPIAGGE PULITE 2017

Venite tutti, Venerdì, 26 maggio 2017, al lido di Policoro, dalle ore 9:00 in poi, per dare bellezza alla nostra spiaggia.
Un gesto concreto che il circolo Legambiente di Policoro, grazie alla partecipazione attiva delle scuole,  ripete da 27 anni perchè puntiamo tanto sull'educazione ambientale: una colonna fondamentale nella formazione alla cittadinanza, alla legalità e alla civiltà.
NOI CI CREDIAMO e continueremo a farlo senza stancarci perchè vogliamo far affezionare i ragazzi ai propri luoghi e siamo convinti che solo attraverso questa familiarità potremo avere cittadini capaci di rispettare l'ambiente in cui vivono, nonchè cittadini capaci di futuro.
Questo SPOT nasce per invogliarvi a prendere parte all'operazione.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI !!


Hanno aderito all'iniziativa le seguenti scuole di Policoro: IC2 "Giovanni Paolo II", Liceo Scientifico  "E.Fermi", Istituto Superiore " Pitagora".
Stanno collaborando alla logistica la ditta "Grassani-Garofalo" e l'Ass. "Croce D'oro"

giovedì 11 maggio 2017

LEGAMBIENTE su PETROLIO

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ENI IN VAL D'AGRI: BONIFICARE, RISARCIRE, DISMETTERE.
FERMARE IL DISASTRO AMBIENTALE PER CAMBIARE DEFINITIVAMENTE ROTTA

Il 18 maggio a Viggiano convegno nazionale sulla legge 68/2015 sugli ecoreati

In base a quanto emerso dalle anticipazioni della stampa in Val d’Agri sarebbe in corso un disastro ambientale inaccettabile. Tutto questo è stato fatto per risparmiare sui costi di gestione o per mera disattenzione? Si parla di una fuoriuscita di 400 tonnellate di greggio sversato nell’ambiente causata da una sconcertante incapacità gestionale dell’attività estrattiva in Val d'Agri da parte della compagnia petrolifera nazionale. È quello che emerge oggi in base a quanto dice la stessa Eni, con inconcepibile ritardo visto che lo sversamento sarebbe cominciato addirittura ad agosto 2016 e venuto alla luce in modalità quantomeno poco ortodossa, cioè denunciato da personale del Consorzio ASI.
Non solo la probabilità di incidente rilevante è più elevata di quanto immaginabile, ma anche la capacità di intervento tempestivo risulta molto aleatoria. ENI, Regione ad Arpab si assumano le loro responsabilità. Non essendo abituati ad ammissioni gratuite, il sospetto che l'entità dello sversamento sia maggiore è molto forte. La strada da praticare subito è chiara: si deve mettere immediatamente in sicurezza le falde e il sottosuolo e bonificare, come priorità imprescindibile, e avviare il percorso di dismissione dell'attività estrattiva e la conversione produttiva verso esperienze innovative, di qualità e coerenti con le vocazioni del territorio lucano che garantiscano non solo i posti di lavoro attuali ma un rilancio economico e occupazionale dell’area.
L'incapacità conclamata nella gestione del Cova, da parte di Eni, impone un cambio di rotta radicale, richiamando la compagnia alle sue responsabilità: riparare ai disastri compiuti provvedendo alle bonifiche, ma anche risarcendo Comuni e territori dei danni economici, produttivi e di immagine conseguenti ad un certo “modello” di gestione industriale.
Si tratta di un’emergenza straordinaria che ha bisogno di strumenti forti ed efficaci per cambiare rotta in una valle che da decenni subisce la dittatura del petrolio. Per questo invochiamo l’applicazione della legge 68 del 2015 sugli ecoreati che ha introdotto i delitti ambientali nel Codice penale.
Con la legge sugli ecoreati, le forze dell'ordine e l'autorità giudiziaria possono contare su delitti specifici da contestare quali inquinamento, disastro ambientale, impedimento del controllo e omessa bonifica. Le pene sono molto importanti: si va dalla reclusione da 2 a 6 anni per il delitto di inquinamento a quella da 5 a 15 anni per chi commette un disastro ambientale con tempi di prescrizione raddoppiati, una lunga serie di aggravanti, la confisca dei beni (anche per equivalente) degli inquinatori, come già previsto per i mafiosi, e sanzioni severe come la responsabilità giuridica delle imprese.
La legge sugli ecoreati, 122/2015, con importanti specifiche aggiuntive all'art. 452 c.p., è uno strumento importante in tal senso e Legambiente, con il suo Direttore nazionale Stefano Ciafani, ne parlerà in un convegno nazionale a Viggiano il prossimo 18 maggio con cittadini, associazioni e amministratori locali e regionali.